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Lunedì 31 Gennaio 2005
Due sculture in due vetrine di Piazza Erbe
  L'arte di Loperfido richiede dinamicità

L'arte di Gino Loperfido vieta all'osservatore la staticità. Nella scultura, lo costringe a compiere passi, nelle pittura, a spostare la visione dell'occhio, del cristallino. Una dinamicità che si può sperimentare, fino al 31 gennaio, per la presenza di due sculture posizionate in due vetrine dirimpettaie di Piazza delle Erbe. «Il visitatore» dice Loperfido «deve andare da una parte all'altra di questi punti, e nel percorrere il tragitto traccia simbolicamente a terra dei quadranti. Da qui deriva l'espressione "I Quadranti di Gino Loperfido».
Le sculture, composte da un vecchio paiolo e da una mano bronzea, pur essendo identiche, acquistano un diverso significato. In "Tendenza", la mano che impugna il manico del paiolo per trasportare acqua, polenta, semi o quant'altro rappresenta il quotidiano. In "Controtendenza" c'è un rovesciamento: la mano sembra lanciare il paiolo verso l'alto per trasformarlo in un copricapo o in un ombrello o in una rete fantastica ( il paiolo in questo caso ha un foro) per catturare i sogni.
Nella pittura - l'artista ha esposto recentemente, con "Mostra di Pittura, Scultura e Virtualità", le sue opere alla Loggia di Fra' Giocondo in piazza dei Signori - viene ripreso il principio di dinamicità, ma applicato allo sguardo.
Nello studio di Loperfido, dove troneggia anche una singolare scultura porta-video, svettante su due blocchi di pietra francese, la stessa usata per i restauri di Notre-Dame, sfila una serie di quadri a tecnica mista che hanno assonanze con l'opera di Arcimboldo e con gli "inganni" barocchi.
Ogni quadro fa muovere il cristallino che può cogliere differenti immagini ( le figure gestaltiche). Appaiono sembianze di donna oppure scaglie di serpente, cavalli, dita, delfini, oppure un volto di Messia. Nelle ultime opere, dedicate allo tsunami, ora si evidenzia il gioioso passato di vacanza, ora la tragedia sintetizzata nella nuova morte di Cristo, ora la speranza che può rinascere anche da un piccolo fiore in boccio. Alcuni quadri possono essere ruotati, tenendo per base uno dei quattro lati. E l'effetto è sempre sorprendente e molteplice. ( L'Arena - Vera Meneguzzo )