Il critico d'arte Bonaventura Caloro ha scritto di lui in occasione della sua mostra a Roma:
Scoprire un pittore - come diceva Lionello Venturi - è sempre un fatto emotivo. Bisogna spogliarsi di un primo moto di scetticismo e talvolta di diffidenza, lasciare che la sensibilità rimanga allo stato di pura ricettività e poi immedesimarsi con un po' di fiducia nel mondo pittorico dell'artista. Non sempre, a tutta prima, le impressioni colgono l'essenziale e la reale sua disposizione.
L'artista vi fa velo con le sue interpretazioni, a volte stenta a rendersi conto di quanto il suo istinto gli abbia preso la mano e lo abbia condotto a quel genere di pittura, che gli germinava misteriosamente dentro e che cercava le vie d'espressione. E' ciò che ho provato dinanzi alle tele di Gino Loperfido. Un gionave di trent'anni che ha portato dalla terra d'origine dei suoi genitori, un senso dolce, sfumato del colore, direi trattato con religioso riguardo e con una discrezione che sfiora la stilizzazione.
Ho sempre creduto che la terra di Puglia, allungata su quell'immenso tavoliere, fosse una terra calda, arsa, dove la luce sfolgorasse intensamente sugli oggetti, sulle case, sulle piante, sui campi. |
Ruggero Orlando giornalista di politica internazionale in occasione di una sua personale, di lui ebbe a dire: La prima sensazione che si ha osservando i tuoi quadri è che un tuo tormento interiore viene vissuto esteriormente con straordinaria pacatezza d'animo. .......L'amico Gino è bravo a trasmetterci quella vibrazione così necessaria in alcuni momenti per l'allineamento del nostro " asse interiore." |
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L'Onorevole Vittorio Sgarbi, Sottosegretario ai Beni Culturali, già Presidente della commissione parlamentare alla Cultura, con una battuta l'ha così descritto: La pittura di Gino Loperfido è inquietante quanto se non oltre, il suo cognome! |
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